venerdì 28 giugno 2013

Il monsignor mentecatto, l'ue, il lavoro e le banche

Nuovo gioco del nuovo governo (anco peggiore che quello Monti), il rinviatutto colmo di bugie ed ipocrisie, qui, ce lo spiega Johnny Doe.

Dal primo luglio aumenterà la bolletta della corrente elettrica... ma guarda un pò. Diminuisce però quella del gas (eh, bhe, siamo in estate, mica dobbiamo accenderli i riscaldamenti...) E, come dice monsignor Letta, non ci saranno aumenti (od ulteriori) tasse. Nooo. Inoltre, grande vittoria (e qui, ci viene sia da ridere che da piangere... o viceversa, a seconda dei casi) al vertice Ue. Secondo monsignor Letta (che si bea come un mentecatto), ora le aziende non hanno più scusanti per non assumere a tempo indeterminato. Forse che la mancanza di ordinazioni (e di conseguenza di lavoro), non è una scusante abbastanza credibile? Monsignor Letta, per favore, scendi da quella cazzo di luna che è meglio e vatti a fare un giro nelle piccole e medie aziende. Ah, si, e sul fallimento ordinato delle banche? Chiaramente, oltre che a sborsare pesanti gabelle per conti correnti e quant'altro, il cittadino dovrà pagare anche per l'eventuale fallimento della propria banca.


“Adesso le imprese non hanno alibi, possono assumere giovani, ovviamente a tempo indeterminato”. Enrico Letta annuncia così i “quasi 1,5 miliardi di euro per l’Italia” previsti dall’accordo raggiunto al vertice Ue. “E’ un grandissimo risultato”, ha detto il premier italiano, sottolineando che “abbiamo quasi triplicato i soldi che spetteranno all’Italia nel complesso dall’Ue” e precisando però che sul lavoro “bisogna rifuggire da aspettative eccessive”. Letta ha poi spiegato che “nell’accordo finale è stata aggiunta una disponibilità di 3 miliardi di euro oltre ai 6 di prima”, così che Bruxelles attribuisce “una quota complessiva di 9 miliardi” per la lotta alla disoccupazione. Per l’Italia le risorse sono “all’incirca 1 miliardo nel primo biennio” e il resto negli anni successivi, “ma conto che quando saremmo qui a rinegoziare il bilancio fra due anni, riusciremo ad ottenere ancora di più”, ha precisato il premier. La somma dell’intervento italiano e dei fondi europei fa quindi “un pacchetto di interventi con una massa critica significativa”, ha aggiunto, sottolineando che siamo in presenza di un “abbattimento del cuneo fiscale”.

Il vertice Ue ha inoltre certificato l’uscita dell’Italia dalla procedura per deficit eccessivo. Una buona notizia, per quanto attesa, che ha permesso comunque a Letta di commentare con entusiasmo: “La giornata di oggi è cominciata meglio di com’era cominciata ieri”. L’incontro tra i leader europei non è però iniziato di certo iniziato nel migliore dei modi. Il premier inglese David Cameron ha infatti provato a mettere i bastoni tra le ruote, mettendosi di traverso dopo l’intesa raggiunta sul bilancio europeo 2014-2020, temendo che Londra ci rimettesse qualcosa. Cameron difendeva il suo sconto (“rebate”), di cui gode dai tempi della Thatcher, messo in discussione da Parigi per una interpretazione diversa della nuova politica agricola comune che ha rivisto i fondi dello sviluppo agricolo. Una volta accontentata Londra ha ritirato la minaccia di veto e il vertice ha potuto approvare il nuovo piano per l’occupazione giovanile che si arricchisce anche di almeno due miliardi in più sui sei già stanziati.

I 27 hanno accettatto così di anticipare al biennio 2014-2015 i sei miliardi dell’Iniziativa per l’occupazione contenuta nel quadro finanziario pluriennale. L’accordo sul bilancio era stato trovato inizialmente al vertice di febbraio, ma era stato bloccato dal Parlamento europeo, che chiedeva più flessibilità tra le voci di spesa e la copertura dei deficit. “Si è decisa la riapplicazione delle decisioni di febbraio sul bilancio”, ha commentato Letta lasciando il vertice, riassumendo l’esito del confronto e in particolare sul mantenimento dello “sconto” in favore della Gran Bretagna. Mentre la cancelliera tedesca Angela Merkel ha ricordato che “a febbraio avevamo raggiunto l’accordo che non sarebbero state cambiate le basi di calcolo”, lasciando capire che l’Ue ha dato a Cameron quello che gli era dovuto. E dicendosi soddisfatta perché “ora possiamo pianificare” gli interventi per la crescita. L’esito del vertice a Bruxelles è un risultato che si aggiunge all’intesa raggiunta nei giorni scorsi sul “fallimento ordinato” delle banche, ovvero i criteri da applicare in caso di ristrutturazioni o chiusura degli istituti. I minstri finanziari hanno trovato così un compromesso tra chi, Berlino in primis, cheideva regole uguali per tutti e chi, come l’Italia, chideva più flessibilità.

2 commenti:

Josh ha detto...

dall'art.

"Adesso le imprese non hanno alibi, possono assumere giovani, ovviamente a tempo indeterminato".

Qui un saggio breve di cosa fanno le aziende, tra le maggiori dell'Emilia per es.

http://svulazen.blogspot.it/2013/06/ce-crisi-bologna.html

"Invece" un anno fa:

http://svulazen.blogspot.it/2012/04/bologna-che-scompare.html

vorrei che si notasse che queste aziende, svendute o chiuse, data la storicità e il patrimonio che rappresentavano, non saranno mai più rifondate e sono perse.

Assumere, dice Letta.

Sì ma...dove??

E noi saremmo il polo industriale che funziona.
Figuriamoci il resto.

Eleonora ha detto...

Josh, hai visto si la Indesit dalle mie parti, altre hanno già delocalizzato da anni. Qualche giorno fa sul quotidiano marchigiano c'era un titolo che recitava più o meno così: "le marche stanno morendo"... già, le marche muoiono ma nessuno pare accorgersene. Avevamo un distretto calzaturiero da fare invidia al mondo; fantasia, innovazione, bellezza, buoni marchi, splendidi prodotti, e adesso, puf, o chiudono le piccole aziende o delocalizzano e riportano in italia delle schifezze immani.

Ripeto, Letta è un demente. So io quanti curricula ho inviato (anche SOLO per lavorare in catena di montaggio, quindi un lavoro che non ha bisogno di lauree), a quante porte ho bussato. Le porte sono rimaste chiuse e le mail non hanno avuto risposta. Nemmeno un "le faremo sapere". Di cosa cazzo parla Letta? Perchè non parla di concorrenza sleale? Perchè non si informa almeno un pò di come funziona davvero il mondo del lavoro? Che se gli ordini vengono annullati, o non ci sono ordinativi, le aziende non assumono nemmeno più a tempo determinato? E perchè parla solo di under 30? Io faccio parte di quegli over 35/under 50 che nessuno menziona mai. E siamo in tanti, tantissimi a non avere un lavoro vero e ad arrabattarci come meglio possiamo. Ma per lo stato non esistiamo affatto. Niente, nessuno capisce davvero. Sono ciechi e sordi. E pure stupidi.